La scienza ha ormai dimostrato in modo chiaro che gli animali non sono semplici macchine, ma esseri senzienti, capaci di provare emozioni, dolore e gioia. Questa consapevolezza, supportata da un numero crescente di ricerche, ha portato a riconsiderare il nostro rapporto con gli animali e a riflettere profondamente sulle implicazioni etiche. Per queste ragioni, sono vegetariano, una scelta che nasce prima di tutto da considerazioni etiche, piuttosto che ecologiche o salutistiche che pur ci sono.
Cosa significa essere senzienti?
Secondo la scienza, la senzienza è la capacità di provare sensazioni ed emozioni soggettive. In altre parole, gli esseri senzienti sperimentano il mondo internamente, provando emozioni che spaziano dal piacere al dolore, dalla paura alla gioia.
Numerosi studi su varie specie animali, dai mammiferi agli invertebrati, hanno evidenziato queste capacità. Ad esempio, i ratti sperimentano dolore fisico e psicologico, le mucche soffrono per la solitudine e la frustrazione, e i polpi mostrano comportamenti complessi indicativi della loro consapevolezza di sé. Anche i maiali, spesso sottovalutati, hanno dimostrato di essere altamente intelligenti e sensibili. Essi sono capaci di provare emozioni complesse e di soffrire immensamente nelle condizioni di allevamento. Ancora, altri mammiferi come i delfini, gli elefanti e i primati mostrano comportamenti sociali sofisticati e sentimenti di empatia e lutto. Anche animali meno considerati, come gli uccelli e alcuni invertebrati, hanno dimostrato di avere capacità cognitive avanzate e di provare emozioni
L’analogia emotiva tra umani e animali
Le neuroscienze hanno rivelato che i circuiti neurali alla base delle emozioni sono sorprendentemente simili tra umani e animali. Sia gli esseri umani che gli animali provano dolore attraverso l’attivazione delle stesse aree cerebrali.
Una particolare analogia emerge dalla ricerca sull’ossitocina, spesso chiamata l’ormone dell’amore. L’ossitocina gioca un ruolo cruciale nel legame madre-figlio in molte specie, compresi gli esseri umani. È anche associata a sentimenti di fiducia, cooperazione e amore sia negli animali che negli uomini.
Riconoscere
Riconoscere la senzienza animale comporta importanti implicazioni etiche. Se gli animali possono provare dolore e sofferenza, abbiamo il dovere morale di ridurli al minimo. Questo implica ripensare le nostre pratiche in ambiti come l’allevamento intensivo, la sperimentazione animale e l’intrattenimento. Inoltre, la consapevolezza della senzienza ci spinge a rivedere il nostro rapporto con la natura, adottando un approccio più ecocentrico. Dobbiamo riconoscere che gli animali non sono semplici risorse da sfruttare, ma esseri con bisogni e diritti che meritano rispetto.
Questa nuova prospettiva ci invita a vedere gli animali come individui con una propria intrinseca dignità, piuttosto che come meri strumenti al servizio delle necessità umane. Riconoscere e rispettare la loro senzienza ci spinge a promuovere pratiche più etiche e sostenibili, che considerino il benessere di tutte le forme di vita e la salute dell’ecosistema nel suo complesso.
Considerare l’uomo come l’unico essere senziente è profondamente sbagliato e ignora la realtà dimostrata dalle evidenze scientifiche. Numerosi studi hanno chiaramente evidenziato che molte specie animali possiedono capacità sensoriali ed emotive complesse.
Questa visione antropocentrica, che esclude la senzienza degli animali, non solo è scientificamente infondata, ma porta anche a giustificare pratiche eticamente discutibili come l’allevamento intensivo e la sperimentazione animale. Riconoscere la senzienza negli animali ci costringe a rivedere queste pratiche e ad adottare un approccio più rispettoso e compassionevole. È essenziale comprendere che non siamo gli unici esseri capaci di soffrire e provare gioia.
Mauro Toffetti
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Bibliografia:
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