Il Paradosso della Carne. Non fermiamo la ricerca!

Tredici anni fa, ho adottato il vegetarianismo, una scelta che ho compiuto in piena consapevolezza, spinto dalla mia convinzione etica di evitare qualsiasi forma di violenza verso gli esseri senzienti.

È interessante notare come molte persone, sebbene abbiano un affetto per gli animali, continuano comunque a consumare carne, creando così una sorta di contraddizione cognitiva, una vera e propria dissonanza. cognitiva. Nel 2016, un team di ricercatori del dipartimento di psicologia dell’Università di Oslo ha condotto una serie di esperimenti, pubblicando i risultati sulla rivista scientifica Appetite, allo scopo di analizzare come le persone tendano a separare mentalmente la carne che mangiano dalle sue origini animali.

Da un punto di vista prettamente logico, la causa diretta di una bistecca è la morte e la macellazione di un animale. Questo processo inizia quando un animale viene allevato o cacciato, e alla fine conduce alla sua uccisione per ottenere la carne, spesso confezionata e disponibile in bella vista e ordinata sugli scaffali dei nostri supermercati.

Oltre alla causa logica, c’è una dimensione etica profonda legata alla produzione di carne. La morte di un animale per scopi alimentari solleva importanti questioni morali legate al rispetto della vita animale, alla sofferenza degli animali negli allevamenti intensivi e alla considerazione degli interessi degli stessi animali.

La produzione di carne ha un impatto significativo sull’ambiente, che va oltre la semplice morte dell’animale. L’allevamento intensivo richiede grandi quantità di acqua, terra e risorse alimentari, contribuendo all’erosione del suolo, alla deforestazione e alle emissioni di gas serra.

La dieta a base di carne è associata a una serie di problemi di salute, tra cui malattie cardiache, diabete e obesità. Quindi, la causa della bistecca ha anche implicazioni per la salute umana.

La produzione e il consumo di carne sono spesso radicati nella cultura e nella società. Ciò può influenzare le abitudini alimentari e le tradizioni culinarie delle persone, rendendo la questione della causa della bistecca ancor più complessa. tanto che nonostante la crescente notorietà e popolarità degli argomenti etici, ambientali e salutistici contro il consumo di carne, rispetto a cinquant’anni fa, il numero di animali macellati aumenta di anno in anno. Un vero e proprio paradosso.

Il costrutto “paradosso della carne” è stato coniato in uno studio del 2010 pubblicato sulla rivista Appetite da parte degli psicologi australiani Steve Loughnan, Nick Haslam e Brock Bastian. Questa espressione denota una “discrepanza psicologica”, come hanno scritto gli autori, tra il piacere del palato delle persone nel consumare carne e la loro risposta etica alla sofferenza degli animali. Da un lato, sperimentiamo empatia per gli animali, ma d’altro canto, la nostra struttura cognitiva è configurata per privilegiare alimenti ad alto contenuto calorico, indipendentemente da altre considerazioni. Questa inclinazione ha storicamente portato al consumo di carne per gran parte della storia umana. Vi è quindi un quid genetico nel comportamento umano nel mangiare carne, che si spiega in milioni di anni di adattamento per la sopravvivenza.

L’umanità oggi si è trovata di fronte a una profonda dicotomia: da un lato, il bisogno innato di carne, radicato nella nostra storia evolutiva come onnivori, e dall’altro, la crescente consapevolezza etica sulla sofferenza degli animali e l’impatto devastante dell’allevamento intensivo sull’ambiente.

Una soluzione innovativa a questo conflitto cognitivo potrebbe essere rappresentata dalla carne coltivata, che cerca di soddisfare sia il nostro istinto carnivoro che le nostre preoccupazioni etiche e ambientali.

Cos’è la carne coltivata?

La carne coltivata, è un tipo di carne prodotta in modo sostenibile utilizzando tecniche di ingegneria tissutale e biologia molecolare. Invece di essere ottenuta tramite l’allevamento e l’uccisione di animali, la carne coltivata viene creata in laboratorio partendo da cellule animali, come cellule muscolari staminali o cellule staminali di tessuti animali.

Il processo di produzione di carne coltivata comporta la coltivazione delle cellule in un ambiente controllato, fornendo loro i nutrienti necessari per crescere e moltiplicarsi. Con il tempo, queste cellule si sviluppano in tessuto muscolare che può essere utilizzato per creare prodotti alimentari.

La carne coltivata è ancora un campo relativamente nuovo e in fase di sviluppo, e la sua sicurezza e i suoi effetti sulla salute umana sono oggetto di studio e ricerca continua. Tuttavia, finora ci sono alcune considerazioni che possono essere fatte.

Poiché la carne coltivata viene prodotta in un ambiente controllato e sterile, è possibile ridurre drasticamente o addirittura eliminare la necessità di utilizzare antibiotici per prevenire malattie e promuovere la crescita degli animali, come spesso avviene nell’allevamento intensivo. Questo potrebbe avere benefici per la salute umana, riducendo il rischio di resistenza agli antibiotici.

La carne coltivata potrebbe ridurre il rischio di contaminazione da patogeni alimentari, come E. coli e Salmonella, che sono spesso associati alla carne ottenuta da animali allevati in condizioni non igieniche.

La carne coltivata potrebbe consentire un maggiore controllo sulla composizione nutrizionale del prodotto finale, consentendo di ridurre il contenuto di grassi saturi e di personalizzare i nutrienti in base alle esigenze nutrizionali.

La carne coltivata è considerata più sostenibile rispetto all’allevamento tradizionale poiché richiede meno uso di terreno, acqua ed energia, e produce meno emissioni di gas serra.

Tuttavia, è importante notare che le implicazioni per la salute umana della carne coltivata devono ancora essere completamente comprese, e ulteriori ricerche sono necessarie per valutarne i vantaggi e gli svantaggi specifici per la salute. Inoltre, il modo in cui la carne coltivata verrà prodotta e commercializzata potrebbe variare, quindi gli effetti sulla salute potrebbero dipendere da numerosi fattori.

La ricerca scientifica sulla carne coltivata è di estrema importanza in quanto offre la possibilità di affrontare sfide globali legate all’alimentazione, all’ambiente e alla salute. Questa ricerca dovrebbe essere condotta su diverse dimensioni multidisciplinari, longitudinali e internazionali. È cruciale comprendere quali saranno le preferenze dei consumatori, definire normative chiare e promuovere la collaborazione internazionale per massimizzare gli impatti positivi della carne coltivata.

L’umanità continuerà a mangiare carne come fonte proteica primaria (“paradosso della carne”). Oggi però la produzione ed il consumo non sono più sostenibili per il nostro pianeta. La ricerca sulla carne coltivata è di fondamentale importanza e dovrebbe essere incoraggiata e sostenuta, non fermata.

Mauro Toffetti


Bibliografia:

LOUGHNAN, Steve; HASLAM, Nick; BASTIAN, Brock. The role of meat consumption in the denial of moral status and mind to meat animals. Appetite, 2010, 55.1: 156-159.

SHAPIRO, Paul. Clean meat: how growing meat without animals will revolutionize dinner and the world. Simon and Schuster, 2018.

DONALDSON, Brianne; CARTER, Christopher (ed.). The future of meat without animals. Rowman & Littlefield, 2016.

POST, Mark J. Cultured meat from stem cells: Challenges and prospects. Meat science, 2012, 92.3: 297-301.

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